LA SEZIONE A.N.P.I. “VITTORIO ARRIGONI” di Ferrara e

IL CENTRO SOCIALE “LA RESISTENZA”

INVITANO TUTTE E TUTTI:

 Genova chiama… dieci anni dopo

 DOMENICA 12 GIUGNO

CENTRO SOCIALE “LA RESISTENZA”

VIA RESISTENZA 34 – FERRARA

ore 18.30: aperitivo resistente

ore 20.00: incontro con Giuliano Giuliani e

proiezione del filmato “La Trappola”

ore 22.00: Alessio Lega in concerto

Durante il G8 di Genova, incontro degli 8 paesi più industrializzati, si formò un grande movimento di donne e di uomini che si opponevano ad una gestione esclusivamente legata al profitto delle multinazionali proponendo una visione che mettesse al centro della discussione i bisogni primari e le esigenze dell’umanità. Come denunciato da Amnesty International in quel giorno ci fu in Italia la più grande sospensione dei diritti civili e del libero pensiero. Centinaia furono le violenze di piazza praticate dalle “forze dell’ordine” nei confronti di manifestanti inermi, che ebbero il culmine nell’assassinio di Carlo Giuliani; ad esse vanno aggiunti i soprusi del carcere di Bolzaneto e le menzogne che portarono alla “macelleria messicana” della scuola Diaz. Se in Italia ci fosse il reato di tortura a Genova sarebbe stato applicato.A dieci anni di distanza tanti sono ancora i buchi neri attorno al G8 genovese:l’archiviazione del processo per l’omicidio di Carlo; la condanna di 25 manifestanti a pene dai 10 ai 16 anni per devastazione e saccheggio e la contemporanea quasi totale impunità delle forze dell’ordine per i pestaggi in piazza; la chiara volontà politica di evitare la ricostruzione della catena di comando che guidò ed organizzò la repressione.

Quest’anno Genova tornerà a riempirsi delle persone e dei contenuti che la animarono diecianni fa: mostre, film, incontri, dibattiti, concerti saranno l’occasione per tornare a riflettere su tutte queste tematiche, attualizzandone i contenuti e le prospettive.

Per tutto questo anche quest’anno noi torneremo a Genova…

…tante sono le cose che segnano una vita,

e tante vite sognano qualcosa che verrà…

Il ricavato della serata verrà devoluto al Comitato Piazza Carlo Giuliani in vista delle iniziative legate al decennale

SABATO 4 GIUGNO ORE 18,00

FERRARA, PIAZZA TRENTO E TRIESTE

LEZIONE IN PIAZZA: ALBERTO LUCARELLI (professore di istituzioni di diritto pubblico all’Università di Napoli) parlerà sul tema: ACQUA BENE COMUNE

Nel corso dell’iniziativa ci sarà una sorpresa musicale

LUNEDI’ 6 GIUGNO 2011 ORE 21

presso PASSAGGIO NORDEST  (ex scuola elementare di Contrapò)

Incontro pubblico per parlare dei referendum con il COMITATO ACQUA PUBBLICA di Ferrara e il COORDINAMENTO ANTINUCLEARE Ferrara

Intermezzo musicale con i ” KOINE’ ACUSTIC “.

Comunque partecipiate alle prossime iniziative dei Comitati Referendari, buona lettura del brano del maestro Caliceti.

I disabili e l’art.3 violato

il Pdl propone di affidare ai privati il sostegno degli studenti disabili

di Giuseppe Caliceti

dal Manifesto del 2 giugno 2011

C’era una volta l’articolo 3 della Costituzione italiana. Adesso non c’è più. Almeno a scuola. Dopo l’introduzione negli anni settanta dei bambini disabili all’interno della scuola pubblica – un fatto non solo di civiltà, ma che ha riscontri anche di risparmio economico e, per questo, fino a qualche anno fa era studiato in tutto il mondo – ora il Pdl propone di affidare ai privati il sostegno degli studenti disabili. Cosa c’è di meno economico di uno studente disabile? Nulla. Così il governo in carica, che vede nella scuola solo un’azienda in cui non si produce nessun reddito ma ha solo capitoli di spesa, cerca di sbarazzarsene. È da qualche tempo che ci provava. Prima evocando le vecchie classi differenziate per i disabili: la segregazione razzista. Poi accettandoli ma negando loro tutto il monte orario con il docente di sostegno che gli spetta per legge. Poi chiedendo alle famiglie dei disabili di tenere a casa per qualche ora a settimana il figlio. Ora, apertamente, dicendo a queste famiglie: sei stata sfortunata ad avere un figlio disabile, per questo, invece di essere aiutata di più, dovrai pagare di più. Per tutta la vita. Anche a scuola. Esattamente l’opposto di quanto diceva don Milani e ripete la nostra Carta costituzionale all’articolo 3.

Il disegno di legge proposto dal Pdl autorizza infatti «i dirigenti degli istituti scolastici e delle scuole di ogni ordine e grado a definire progetti, con la collaborazione di privati, per alunni con disabilità». Ripeto: già, di fatto, in questi anni è stato largamente inadempiente verso questi alunni speciali – molte delle ore non coperte da docenti specializzati statali sono pagati da educatori di cooperative private pagate dai Comuni – adesso si arriva proprio all’incitamento a sbarazzarsi di questi alunni. Cosa significa, di fatto, passare da un diritto costituzionale – la scuola gratuita per tutti – a una scuola di servizio? Cosa significa insomma affidare ai privati il sostegno ai disabili? Insomma, chi pagherà poi i privati, che certo non offriranno assistenza e servizi – e comunque al ribasso, per risparmiare, – gratuitamente? Semplice: dovranno pagare le famiglie dei disabili.

Le belle persone milanesi che vivono all’estero tornano a Milano per votare Giuliano Pisapia! Grazie di cuore da parte di tutti gli italiani civili e onesti.

https://www.youtube.com/watch?v=7tZ-f4ZybMU&feature=player_embedded#at=184

Primo incontro tra genitori sulla condizione della Scuola Pubblica e le sue prospettive

MERCOLEDI’ 25 MAGGIO ORE 21 PRESSO IL CENTRO SOCIALE
“LA RESISTENZA” IN VIA RESISTENZA 34 A FERRARA

Relatori: Luisa Lampronti, genitore (Coordinamento Istruzione Pubblica)
Mauro Presini, genitore e maestro elementare (Coordinamento Istruzione Pubblica)
Elena Buccoliero (sociologa, Movimento Nonviolento)

I pesanti tagli a cui è stata e verrà sottoposta la Scuola Pubblica italiana compromettono pesantemente l’educazione e le prospettive di vita dei nostri figli: scuole non a norma, impoverimento della didattica, decurtazione delle risorse per il sostegno e la mediazione culturale limitano l’eccellenza e la professionalità dei tanti operatori scolastici impegnati nello sviluppo di una scuola come laboratorio sociale e culturale fondamentale per la crescita individuale e una società moderna.

La scuola di oggi non è più solo “leggere, scrivere e far di conto”, dovrebbe essere un luogo di formazione, confronto, dialogo e ascolto dove mettere le basi per il futuro delle nuove generazioni e del paese. Le recenti polemiche sulle prove INVALSI offrono un quadro chiaro e desolante per il futuro della Scuola Pubblica, dove formazione e testi scolastici indirizzano l’apprendimento verso test astratti e schematici a risposta multipla, non favorendo un approccio personale e sociale degli studenti attraverso il ragionamento ed il confronto. L’intelligenza si evolve in contesti relazionali trasformandosi secondo ritmi, tempi di sviluppo e modi di conoscere soggettivi.

In questa prospettiva le prove INVALSI non rientrano in una logica invasiva di costruzione del consenso?

Togliere risorse alla scuola pubblica significa solo creare una società più ignorante, più chiusa, più ingiusta e più arretrata.

 Noi crediamo nella scuola pubblica, della Costituzione, di tutti e di ciascuno!

Incontro organizzato da: “Genitori per la difesa della scuola pubblica” (Coordinamento Istruzione Pubblica Ferrara) – gdsp.wordpress.com gdspferrara@libero.it coordinamentoscuoleferraresi@gmail.com

Get up, stand up: stand up for your rights! Alzati per difendere i tuoi diritti

Get up, stand up: don’t give up the fight! Alzati, non rinunciare alla lotta!”

Comunque il naufragar vi sia dolce in questo Mar-ley, buon passaparola. Mauro

 

PASSAPAROLA

Contro il tentativo del governo di affossare l’informazione e la partecipazione ai referendum del 12-13 giugno è indetta per mercoledì’ 18 alle ore 18,00 una manifestazione di protesta sotto la Prefettura di Ferrara.

La protesta è rivolta contro il Governo Italiano che ha fatto e sta facendo di tutto per sabotare l’appuntamento referendario, attentando ai diritti civili, costituzionali e politici dei cittadini. Se infatti da un lato vengono approvate moratorie-truffa per indebolire e svuotare questo strumento di partecipazione  democratica , dall’altro si opera in modo che non vi sia alcuna campagna elettorale e relativa, efficacissima, comunicazione radiotelevisiva.

Tutto questo è reso possibile grazie ad un regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza RAI quasi all’unanimità che di fatto consentirà ai comitati di informare i cittadini solo negli ultimissimi giorni.

Il risultato è che molti cittadini pensano che non si andrà a votare su nucleare, acqua e legittimo impedimento, ma quello che è vero è esattamente l’opposto:

i referendum si faranno e saranno pienamente efficaci!

Per il nucleare è stato approvato un provvedimento legislativo al Senato  e che a breve verrà presentato alla Camera,  che interviene solo sui decreti attuativi, non eliminandoli semplicemente  sospendendoli.  Il quesito referendario poi  interviene anche sulla legge quadro con cui il governo ha fatto la scelta nucleare, dunque in base alle norme Costituzionali, la Cassazione non potrà annullarlo. I due quesiti referendari sull’acqua sono ancor più solidi: il governo pensa ad un’autority di controllo, ma questo non risolve il problema posto dai comitati ossia  abrogare le norme sulla privatizzazione dell’acqua e sui profitti che i privati realizzano  su un bene comune di vitale importanza.

Aspettiamo tutta la cittadinanza sensibile e responsabile il 18 maggio davanti alla Prefettura per difendere diritti fondamentali ancora una volta calpestati.

I Comitati Referendari di Ferrara

Spero, promitto e iuro vogliono sempre l’infinito futuro... lo dice una regola che in latino,  se non ricordo male, riguarda la perifrastica attiva.

Oggi mi è venuta in mente questa specie di filastrocca ripensando a chi nega la speranza di un futuro dignitoso agli studenti togliendo loro opportunità di istruzione; a chi fa promesse roboanti di investire sempre più soldi pubblici nelle scuole private; a chi scorda di aver compiuto, nelle mani del Presidente della Repubblica, un solenne giuramento previsto dall’art. 93 della nostra Costituzione che recita così: Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.”

Mi ripetevo quella filastrocca ripensando anche al fatto che, nell’italiano di oggi, l’infinito futuro non ha una sua forma definita… e vorrei sottolineare questa preoccupante mancanza sia in senso grammaticale che soprattutto politico.

Chi spera, promette e giura non si preoccupa affatto dell’infinito futuro; piuttosto è interessato al tornaconto che potrà avere nell’ “imperfetto futuro”.

Il futuro vero non ha bisogno di speranze, promesse e giuramenti perché non è nei proclami che si crea il futuro ma nelle azioni di tutti i giorni, nella coerenza quotidiana di chi, rischiando, crea resistenza e produce cambiamento.

Il futuro non è di chi ha belle intenzioni ma di chi possiede rabbia, coraggio e sogni.

Mi piace quello che Sant’Agostino (spero di non sbagliarmi) ha scritto: “La speranza ha due figli: la rabbia ed il coraggio. La rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio di vedere come potrebbero andare”.

Con molta umiltà però mi permetto di pensarla in maniera contraria e cioè credo che la Speranza possa essere generata soltanto dalla Rabbia della partecipazione e dal Coraggio dell’immaginazione uniti insieme e che a loro volta entrambi siano il frutto della Passione e dell’Impegno.

Inoltre la Speranza (femminile singolare) non essendo arrendevole, desidera aver successo invece che fallire (vedi Ernst Bloch) e allora ha bisogno di avere qualcuno vicino con cui costruire insieme un orizzonte nuovo: il Futuro (maschile singolare).

Soltanto insieme possono riuscire a delineare il Sogno (plurale) del cambiamento e camminare incontro all’INFINITO FUTURO.

Nel mio piccolissimo io…

Spero che Stefano Benni si indigni pubblicamente per il fatto che un suo testo (I quattro veli di Kulala dal libro “Il bar sotto il mare”) sia stato usato dall’Invalsi per la prova di italiano nelle classi quinte della scuola primaria.

Prometto che parteciperò all’incontro “La scuola che viviamo. La scuola che desideriamo” previsto per il 25 maggio, ore 21 al Centro Sociale di via Resistenza a Ferrara.

Giuro che in allegato vi troverete la lettera aperta: “Salviamo la scuola pubblica e il futuro”.

Comunque speriate, buona lettura infinita. Mauro

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

questa siepe, che da tanta parte

De l’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo  mirando, interminato

Spazio di là da quella,  sovrumani

Silenzi,  profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo, ove per poco

Il cor non si spaura.  Come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio questa voce

Vo comparando:  mi sovvien l’eterno,

le morte stagioni,  la presente

viva,  ‘l suon di lei. Così tra questa

Infinità s’annega il pensier mio:

‘l naufragar m’è dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi, trascrizione del secondo manoscritto autografo)



Dovevamo parlare con Mimmo Pantaleo per sentire parole come “popolo”, “pubblico”, “cittadinanza” o “lavoratori”; espressioni  rimosse dalla grammatica berlusconiana, seppellite dalla fredda retorica tremontiana dei numeri, delle compatibilità, dei tagli: “Perché dietro i numeri – ci dice Pantaleo, numero uno della Flc, il sindacato scuola della Cgil – ci sono storie, persone, c’è o non c’è la qualità della scuola pubblica, c’è o non c’è il futuro del Paese”. Ed è mentre salta da un treno all’altro, mentre esce da una delle mille assemblee fatte in giro per l’Italia con i tanti lavoratori, precari e studenti colpiti dall’incapacità della Gelmini che riusciamo finalmente a trovare uno spazio per quest’intervista.

Pantaleo, cominciamo dai tagli

Le questioni sono due: la prima riguarda i tagli dei posti dei docenti che dimostrano ancora una volta come questo governo non voglia investire sull’istruzione, preferendo penalizzare migliaia di lavoratori della scuola; la seconda questione riguarda i tagli agli organici del personale tecnico-amministrativo contro i quali sono state sollevate questione di legittimità costituzionale, in quanto sono stati adottati atti irregolari ed illegittimi. Un simile stravolgimento del sistema avviene nel disprezzo delle regole e di norme di legge, non da ultimo ignorando anche le commissioni parlamentari che per legge sono obbligate a fornire i loro parere; tutto questo incide sui diritti: il diritto dell’istruzione, all’uguaglianza del diritto all’istruzione abbassando la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. La terza tranche di tagli, infine, prevede infatti per il prossimo anno 19.700 docenti e 14.500 Ata in meno e determinerà un ulteriore calo dell’offerta scolastica con gravi implicazioni per la stessa sicurezza delle scuole
Quali prospettive ci sono per i precari della scuola?

Molto scarse finché c’è questo governo. I risultati di questo governo sono sotto gli occhi di tutti: le 65mila immissioni in ruolo in tre ani sono del tutto insufficienti considerando che ci sono 120mila docenti e 140mila precari Ata .Non si tratta di provvedimenti che favoriscono l’esaurimento delle graduatorie e inoltre con questi numeri non si facilità il turn-over considerando che ogni anno circa 25 /30.000, docenti  vanno in pensione.

Conviene secondo lei oggi investire sulla propria formazione per diventare insegnante

Direi proprio di si, occorre investire sulle proprie competenze al fine di avere un lavoro che ricompensi dei tanti sacrifici, purtroppo questo governo continua a disinvestire ed operare tagli indiscriminati. La scuola è una bene comune, e non un diritto per pochi. L’istruzione, la formazione e la ricerca rappresentano il fattore decisivo per ripensare l’economia, l’ambiente e lo sviluppo della società. Essi infatti rappresentano settori strategici e decisivi su cui si deve puntare per il futuro del paese

Mimmo Pantaleo

Dopo lo sciopero del 6 maggio, come procedete?

Lo sciopero del sei maggio è importante non solo per i lavoratori ma per tutti per gli studenti, i precari, ma anche per quei soggetti cui compete costruire un’alternativa reale. Il 17 e 18 maggio si terrà l’incontro degli Stati generali della Conoscenza, formato da 32 associazioni con l’obiettivo di definire  proposte di rilancio e innovazione dei sistemi di istruzione, formazione e ricerca. Occorre riaffermare in tutti i luoghi il diritto dell’istruzione e il sapere deve tornare al centro delle scelte strategiche per restituire fiducia e futuro al paese. aumentando gli investimenti in istruzione, formazione e ricerca, adeguandoli velocemente agli standard europei. L’istruzione la formazione e la ricerca sono decisivi per un nuovo modello di sviluppo e per il pieno diritto dell’esercizio di cittadinanza.

Qual è lo stato si salute del sindacato in questo momento di crisi?

Aumentano gli iscritti e c’ è un consenso diffuso in tutto il mondo della scuola; e c’è allo stesso tempo un grande malessere nei confronti di un governo che calpesta il diritto al lavoro considerandolo una merce. Stiamo vivendo una regressione sociale, economica e culturale , per tali ragioni il sindacato ha il ruolo e il compito fondamentale di alzare la bandiera del rinnovamento e del cambiamento.

Se dovesse lanciare un messaggio ai giovani precari, cosa direbbe?

Che per superare questo stato di cose occorre una risposta collettiva, bisogna stare insieme, evitare divisioni e contrapposizioni, come purtroppo accade spesso a causa delle graduatorie a pettine, creando isolamento. Il messaggio è che insieme possiamo vincere la partita della stabilizzazione, riuscendo a svuotare le graduatorie. Solo così possiamo costruire una vera alternativa.

Il peggior ministro dell’istruzione degli ultimi 150 anni, chi le viene in mente?

La Gelmini, non perché sia di centro destra, ma perché non difende gli interessi del paese ed ha dimostrato odio verso tutto ciò che è pubblico

Tre aggettivi per definire questo governo?

Incapace arrogante e autoritario

Cosa pensa di internet, della rete e dei social network

Si tratta di forme alternative e innovative rispetto quelle tradizionali di comunicazione. Il nostro sindacato sta investendo molto nella rete. Siamo anche su Facebook. Ma tutto questo però non è  niente se non è affiancato dai rapporti umani, reali. Per un sindacato come il nostro la priorità rimane quella di stare tra le persone.

Intervista di Adele Palazzo

Lettera Viola

9 Maggio 1978 moriva Peppino Impastato

« Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! » Peppino Impastato

9 Maggio 1994  Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica, prima si era fatto 21 anni di prigionia, per farsi forza ripeteva spesso queste parole.

INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime,
incombe solo l’orrore delle ombre
e ancora la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell’anima mia.

 William Ernest Henley

Peter Gabriel omaggia il martire della lotta anti apartheid Steve Biko

MANIFESTO: sostantivo. Testo scritto e reso pubblico al fine di far conoscere un’intenzione, un programma, un fatto, un ideale.

MANIFESTO: etimologia. Da manifestus, manus – mano e fest – toccare. Così evidente che potrebbe toccarsi con mano.

MANIFESTO: aggettivo. Evidente, chiaro, palese.

MANIFESTO: verbo.  Dichiarare, comunicare, rendere noto, visibile a tutti. Prendere parte ad una pubblica manifestazione.

MANIFESTO: album dei Roxy Music. …I am for the revolution´s coming, I don´t know where she´s been…

MANIFESTO: canzone della Bandabardò. …Oggi non lavoro, oggi non mi vesto resto nudo e manifesto. Sono fuori dal coro, nettamente diverso. Le mode se ne vanno, io resto! E manifesto! … Non ho più silenzio, non ho più un pretesto. Gli eroi se ne vanno, io resto! E manifesto! Contro! …

MANIFESTO: quotidiano. “Gli studenti e i precari che parteciperanno allo sciopero generale di venerdì 6 maggio hanno occupato ieri l’assessorato alla casa di Roma, l’ufficio tirocini dell’università di Bologna e lo store del marchio Geox ospitato nella sede centrale dell’università di Ca’ Foscari di Venezia… Gli studenti hanno esposto cartelli e striscioni dove si è letto: «Uniti per lo sciopero, 6 maggio blocchiamo la città”. (4 maggio, Roberto Ciccarelli, Verso lo sciopero generale)

Comunque manifestiate venerdì 6 maggio, buona giornata di sciopero.